
1996.
Ero sceso a gettar via l'immondizia.
Era una serata di primavera.
Mi trovavo proprio accanto al cassonetto, quando ho cominciato a sentire uno strano tepore nel cuore.
Le luci di una strada lontana.
E la certezza che in quel momento mi sarei dovuto trovare in un altro posto.
2004
Con i ragazzi degli Ufo Robot mi trovavo a Firenze per tenere un concerto.
Visto che l'esibizione doveva svolgersi in un parco in riva all'Arno, dopo aver terminato le operazioni di montaggio, mi sono avvicinato al fiume.
Ero sceso a gettar via l'immondizia.
Era una serata di primavera.
Mi trovavo proprio accanto al cassonetto, quando ho cominciato a sentire uno strano tepore nel cuore.
Le luci di una strada lontana.
E la certezza che in quel momento mi sarei dovuto trovare in un altro posto.
2004
Con i ragazzi degli Ufo Robot mi trovavo a Firenze per tenere un concerto.
Visto che l'esibizione doveva svolgersi in un parco in riva all'Arno, dopo aver terminato le operazioni di montaggio, mi sono avvicinato al fiume.
L'alba di un giorno di luglio.
Mi soffermai ad osservare la vita sull'altra sponda. Di nuovo quella sensazione.
Come lo stendersi su di un tappeto di foglie umide.
2007, ieri.
Ero in giardino.
Ho gettato uno sguardo alla Luna calante e poi alla linea dell'orizzonte lontano, oscuro.
E di nuovo ero prigioniero, ostaggio di un viaggio del quale non conosco la destinazione ed il perché.
Comincio ad uscir di Senno?
3 commenti:
non credo proprio...anche a me capita...ed è capitato nel corso degli anni... nei momenti più impensati...colori...profumi...suoni, qualcosa mi faceva sentire per un istante, ma lunghissimo, che non dovevo essere li...ora, talvolta, guardo il cielo e ho la medesima sensazione, che dovrei essere altrove e la cosa triste è che ora so dove dovrei essere e con chi, eppure sono qui. E non nel deserto. Dove è il mio cuore. Con Gianni. Come si fa a vivere la vita sbagliata nel posto sbagliato? Sofia
Quello che dirò forse non c'entra una sega... Forse...
Nel '98, nel momento probabilmente più critico della mia vita, e totalmente in balia degli eventi, dovetti scegliere tra la felicità e la razionalità. Scelsi la seconda.
Nel 2001 di nuovo la stessa storia. E ancora nel 2005. Le aternative erano sempre le stesse due. La scelta fu sempre quella di rifiutare quella che ritenevo la felicità per paura dei grandi cambiamenti.
Ed è imbarazzante ammettere che gli stessi eventi che si sono presi gioco di me per tre volte di seguito mi hanno portato dritta dove io volevo arrivare... Alla felicità...
Rimane il dubbio che potesse andare ancora meglio e rimangono le indimenticabili sensazioni di quei periodi in cui, secondo me, avrei meritato di essere altrove. E mi bastava estraniarmi dal mondo per un secondo per essere davvero lì, in una specie di consapevole viaggio astrale in stato cosciente. Tanto da percepire davvero una realtà diversa. Che conoscevo così bene che evidentemente portavo dentro di me. E passavo serate intere sul divano, al buio, a viaggiare. E il ritorno faceva sempre più male, davvero troppo male...
Ma comincio a pensare che laddove sono nata, lì morirò. Nonostante tutti i pronostici che mi volevano già da anni oltre oceano. Stupida bigotta pescarese provinciale arrosticino-dipendente.
E ne vado fiera.
Letizia tu sei arrivata alla felicità? caspita...io non so neanche cosa sia...ma gli emirati arabi sono così lontani e si può osare solo per degli occhi che parlano d'amore ma le labbra non proferiscono simili parole...
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