lunedì 14 maggio 2007

Il 1995 e noi

"Svegliati, sei convocato per la finale di coppa!"

Correva il lontano luglio del '95.
Gli Intifada si trovavano in studio di registrazione.
Uno studio un po' sovradimensionato: Campo di Calcetto, Piscina e... dei quartieri per riposare davvero particolari.

Ero andato a dormire verso le 24 (ero l'unico ad avere la camera tutta per me) e, dopo aver letto qualche pagina di un libro (ricordo che stavo terminando "Asimov story"), avevo chiuso gli occhi e...buonanotte.

Ora mi richiamavano al dovere.
Una partita è pur sempre una partita.
Anche quando si disputa alle 4.30 del mattino.
Mi misi a sedere sul letto:
"Ma che ore sono?"
"E' presto, manca ancora tanto tempo prima delle 5"
"Va bene, sono pronto in cinque minuti!"
Ennio si voltò verso Alessandro: "Te lo avevo detto che non avrebbe declinato l'invito!"
L'incontro si sarebbe tenuto proprio sul campo vicino al nostro "dormitorio", alla luce di un'alba incipiente.
Giocammo per circa un'ora.
Nel tentativo di intercettare un pallone finii a terra.
In un attimo eterno sentii il profumo dell'erba umida, la presenza della notte, il peso del blu elettrico del cielo.
"Sei steso a pancia in giù alle 5 di un mattino dei tuoi 23 anni..."

Capii cosa significa essere giovani.

1 commento:

Letizzia ha detto...

1995?
Mhmhmhmhmhmh...
Ero a Cinecittà, davanti ad un cancello. Ero solo una delle centinaia di ragazze che urlavano. Lì dentro c'erano i Take That. Proprio loro, i Take That in persona. Che dalla lontanissima Inghilterra erano a Roma, ed ero consapevole che quella era la mia unica occasione per farmi conoscere dai Take That.
Urlavo come un'assatanata.
La guardia si avvicina a me e mi dice qualcosa. Cristo, Letì, inventati qualcosa! Era già qualche anno che non facevo altro che scrivere "storie", e la mia fantasia era nel periodo più florido della mia esistenza.
Dai, Letì, inventa qualcosa. Entra lì dentro, per i TAKE THAT!!!
La tua unica occasione.
E nessuna idea.
Le sbarre di ferro davanti alle mie labbra.
Mi sono sentita piccola... TROPPO stupidamente giovane...