
"Dimitri mi aveva telefonato di prima mattina - 'Vieni, vieni... lo so che sei un amante della cosmonautica: devo farti provare una cosa!'.
Arrivato al portone del suo palazzo non feci in tempo nemmeno a schiacciare il tasto del citofono: il portone si aprì rivelando il sorriso sardonico di un ragazzo con una valigetta di metallo in una mano.
Sempre Dimitri, non era chiaro?
- L'ho messo qui dietro, in garage
- Messo cosa?
- Quante ne vuoi sapere!
Arrivati al 'garage' (era piuttosto spazioso, circa 100 mq) notai subito uno strano abitacolo.
- Dovevi farmi vedere questo affare?
- Questo affare? Questo affare? Tu sei pazzo!
Evidentemente avevo urtato in qualche modo il suo orgoglio...
Si trattava di un manufatto interessante.
Una specie di dodecaedro di metallo brunito con il lato superiore cavo.
Il tutto grande quanto un'utilitaria.
Vidi una piccola scaletta adagiata da una parte.
Interessante: l'interno era piuttosto imbottito.
-Vai, vai! Entra! -
In fondo non c'era niente di male ad accomodarmi in poltrona.
Stoffa color crema tutta intorno a me.
Davanti a me una serie di controlli con etichette in cirillico.
- Caro Dimitri... questa è la consolle di una Vostok!
- Avevo amici dell'est che mi dovevano favori.
Bene, per me la visita poteva dirsi conclusa.
- Aspetta, Flaviosh! Non vuoi provare un paio di orbite?
Sembrava proprio uno di quei sogni che ti tormentano nei deliri della febbre alta.
- Ma che dici? Come lo metti in orbita questo coso? O per caso i tuoi amici "dell'est" ti hanno prestato anche un razzo?-
- Razzo? che razzo? non c'è bisogno di nessun razzo! Sei rimasto ancorato alle vecchie concezioni tipo terza legge della dinamica!-
Detto questo azionò uno strano apparecchio che si trovava in fondo alla sala.
Si trattava di una sorta di cilindro montato a guisa di tamburo rotante.
- E quello che cos'è- dissi mentre mi sporgevo dal bordo del mio cubicolo.
- Lascia stare, non potresti capire... sappi solo che si chiama Testatika e genera energia dal moto perpetuo.
Cominciai a reprimere una certa voglia di ridere sguaiatamente.
- Ridi ridi... adesso ti faccio vedere-
Il cilindro cominciò a ruotare.
Intorno a me si formò una strana luminescenza.
- Ecco la luce di sincrotone! Presto torna al tuo posto!-
Mi rifiondai sul sedile.
Effettivamente l'avionica di bordo si era accesa.
Che belle tutte quelle lucine!
Distratto dalla contemplazione dello spettacolo non mi accorsi dello strano silenzio che era arrivato violento e proditorio ad avvolgermi.
Intorno a me il 'garage' era scomparso.
Così anche Dimitri.
E tutto il resto.
Solo buio e silenzio.
Niente spazio.
E probabilmente niente tempo."
Questi sono i sogni delle mie strane notti!!!
Arrivato al portone del suo palazzo non feci in tempo nemmeno a schiacciare il tasto del citofono: il portone si aprì rivelando il sorriso sardonico di un ragazzo con una valigetta di metallo in una mano.
Sempre Dimitri, non era chiaro?
- L'ho messo qui dietro, in garage
- Messo cosa?
- Quante ne vuoi sapere!
Arrivati al 'garage' (era piuttosto spazioso, circa 100 mq) notai subito uno strano abitacolo.
- Dovevi farmi vedere questo affare?
- Questo affare? Questo affare? Tu sei pazzo!
Evidentemente avevo urtato in qualche modo il suo orgoglio...
Si trattava di un manufatto interessante.
Una specie di dodecaedro di metallo brunito con il lato superiore cavo.
Il tutto grande quanto un'utilitaria.
Vidi una piccola scaletta adagiata da una parte.
Interessante: l'interno era piuttosto imbottito.
-Vai, vai! Entra! -
In fondo non c'era niente di male ad accomodarmi in poltrona.
Stoffa color crema tutta intorno a me.
Davanti a me una serie di controlli con etichette in cirillico.
- Caro Dimitri... questa è la consolle di una Vostok!
- Avevo amici dell'est che mi dovevano favori.
Bene, per me la visita poteva dirsi conclusa.
- Aspetta, Flaviosh! Non vuoi provare un paio di orbite?
Sembrava proprio uno di quei sogni che ti tormentano nei deliri della febbre alta.
- Ma che dici? Come lo metti in orbita questo coso? O per caso i tuoi amici "dell'est" ti hanno prestato anche un razzo?-
- Razzo? che razzo? non c'è bisogno di nessun razzo! Sei rimasto ancorato alle vecchie concezioni tipo terza legge della dinamica!-
Detto questo azionò uno strano apparecchio che si trovava in fondo alla sala.
Si trattava di una sorta di cilindro montato a guisa di tamburo rotante.
- E quello che cos'è- dissi mentre mi sporgevo dal bordo del mio cubicolo.
- Lascia stare, non potresti capire... sappi solo che si chiama Testatika e genera energia dal moto perpetuo.
Cominciai a reprimere una certa voglia di ridere sguaiatamente.
- Ridi ridi... adesso ti faccio vedere-
Il cilindro cominciò a ruotare.
Intorno a me si formò una strana luminescenza.
- Ecco la luce di sincrotone! Presto torna al tuo posto!-
Mi rifiondai sul sedile.
Effettivamente l'avionica di bordo si era accesa.
Che belle tutte quelle lucine!
Distratto dalla contemplazione dello spettacolo non mi accorsi dello strano silenzio che era arrivato violento e proditorio ad avvolgermi.
Intorno a me il 'garage' era scomparso.
Così anche Dimitri.
E tutto il resto.
Solo buio e silenzio.
Niente spazio.
E probabilmente niente tempo."
Questi sono i sogni delle mie strane notti!!!
2 commenti:
Dovevamo rimanere insieme per l'eternità... ma probabilmente qualcosa è andato storto, non dovevo scomparire...
c'è sempre un bug nelle mie opere prime...
Ma mica l'avevo capito che era un sogno... O la smetto di farmi i viaggi, o la smetti tu, o la smetto di leggere il tuo blog...
:)
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