lunedì 3 dicembre 2007

Tutte le mattine della nostra vita

Ora son trascorse le ore giuste.
Stavo raccontando ad una ragazza del concerto di sabato.
Non ricordo una sola nota.
Vedo sì la massa di persone.
E percepisco il calore del suo abbraccio.
Ma noi eravamo immersi in una strana atmosfera.
Non so cosa sia successo in quei minuti.
Molti minuti.
Ora sono di nuovo disperso.
In azione.

2 commenti:

Letizzia ha detto...

Dev'esser stato come urlare nella folla... nessuno ti sente, ma tutti sanno bene cosa stai urlando... E lo vorrebbero sentire...
Quello che è successo era probabilmente solo quello di cui avevi bisogno... di urlare...
B'giornata, "cretino" ;)

Anonimo ha detto...

Forse che, in un’altra città, uno dei miei amici è sveglio nel suo letto, pensando a me! No, dorme! E dovunque rivolga i miei pensieri bisognosi di conforto, non trovo niente. O trovo soltanto persone che soffrono e sopportano, una comunità pallida e stanca di insonni ciascuno dei quali giace inquieto e tormentato come me, con gli occhi spalancati, pallido e sofferente