martedì 11 marzo 2008

Ultimi giorni da pedone & considerazioni

Per l'ennesima volta ho utilizzato l'autobus per tornare a casa.
Mi chiedevo come mai, considerazioni cagionate dalle attese "geologiche" alla fermata, non avessi modo di vedere sguardi simpatici o persone interessanti tra i passeggeri del servizio pubblico.
Poi, dopo alcuni minuti di scoramento, ho avuto un'illuminazione: come dovevo apparire agli occhi degli altri?
Chiarissimo.
La permanenza sui piani sospesi tra gli assi degli autobus logora.
I viaggi su quei pachidermi gialli invecchiano.
Strani "aromi" ondeggiano leggiadri sino a pervadere le nostre narici.
L'aria compressa dei dispositivi di apertura delle porte soffia come quella atta a temprare le armi forgiate nelle fucine di Plutone.
E poi si giunge a destinazione.
Sensazione di trionfo.
La fatidica asse di legno dopo un naufragio...

1 commento:

Anonimo ha detto...

...Ok, ciao, sono la Signorina Anormale... PERCHè quando io utilizzo i mezzi pubblici (come in qualsiasi altra cosa faccia) socializzo sempre? Anche quando non voglio, anche quando un'adolescente sputa quando parla o un vecchio allunga le mani verso il culo?
Come devo apparire IO agli occhi LORO? Entertaining??
...Mistero della fede...
Ad ogni modo, sono contenta che i tuoi giorni da pedone siano esauriti, mi raccoterai alla prossima Guinnes.
Huggies

Letizzia