lunedì 24 marzo 2008

Un'altra festività della nostra vita.


Ed io sempre qui a parlare.
Strano come l'ultimo "superstite" della mia famiglia (senza contare me!!) sia stato collocato dalla freccia termodinamica in un luogo geografico non tanto lontano ma nemmeno troppo vicino.
Dopo la mangiata incredibile del pranzo - ospite della splendida famiglia di Ema - ho trascorso buona parte della giornata a cercare di digerire... si, non sono abituato a riempirmi lo stomaco all'estremo!
Ho cominciato a domandarmi cosa poteva stare facendo mio fratello.
Certo.
Viviamo nell'epoca delle telecomunicazioni totali.
Potevo prendere il cellulare e telefonare.
Eppure il mio modo contorto di vedere le cose me lo ha impedito.
E' come se chiamare potesse cambiare lo stato un po' "romantico" del nostro legame.
Pretendo di sapere come gli vadano le cose senza bisogno di sentirlo.
Non so cosa ne pensa lui.
Di una cosa sia sicuro: nel momento in cui comincerò a perseguitarlo via telefonino, significherà che l'ultimo senso di famiglia che mi è rimasto sarà morto.

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