
I miei conoscenti più stretti conoscono bene il mio rituale viaggio nel tempo
pre - sonno.
Proprio mentre la veglia abbandona il campo, il mio cervello comincia a "sparare" una serie di immagini del passato.
Si tratta di veri e propri frammenti della mia vita, dai colori vividi, completi di suoni ed odori.
Spesso la "riesumazione" di tali cadaveri della memoria ha dei nessi evidenti con il vissuto quotidiano e, se non li ha, è solo perché io non riesco a vederli al "volo".
Quello che mi è capitato oggi è davvero bizzarro.
La terza partita del girone valevole per i quarti di finale del torneo olimpico di calcio del 1984.
Italia - Costa Rica.
Incontro assolutamente inutile ai fini della classifica finale, infatti Bearzot fa riposare i titolari e manda in campo i rincalzi (tutti di lusso).
Contro tutte le aspettative perdiamo 1-0.
L'esordio del mio beniamino Walter Zenga è disastroso.
Allora?
Che nesso c'è con gli eventi contingenti?
Perché devo rivivere proprio il fallimento di colui che ritengo il più grande portiere italiano di tutti i tempi (Zoff non è un portiere, è una divinità).
Ho le interiora in subbuglio.