sabato 23 luglio 2011

Queste parole sono minute e piccolissime formiche nel tempo della nostra vita.


Ricordo ancora che Pizzico aveva con sé uno dei primi telefoni cellulari. Era incredibilmente ingombrante.
-"Me lo ha dato mio padre, mi ha detto che potrebbe servirci in caso di bisogno"
22 luglio 1994.
Mica bruscolini...

Vedo le pareti di casa mia sempre più protese in un abbraccio che caloroso non sarà.
Mentre sgrassavo il fornello ho capito che un altro viaggio nel tempo mi avrebbe travolto senza chiedere permesso.
Le sinestesie sono il mio pane quotidiano, non le temo.
La semplice aritmetica della mia esistenza dettava ritmi scanditi dal progredire di decadi.
2001? 1991? 1981?
Ecco le mie mani. Guardo le palme bianche ed i dorsi con qualche pelo in meno.
Ma la mia chioma non è poi così fitta.
Ok. Siamo nel 2001.
Ma perché devo vivere sempre in questi istanti?
La sensazione di perdita.
Quando si realizza che una parte della tua esistenza non c'è e non dovrebbe esserci più.

Il Ritorno.
Persisto tenacemente nel pensare di esser speciale...
Vivo in soggettiva.
Spiegazione, dal mio punto di vista, esaustiva e moderatamente convincente... con tutte le limitazioni del sintagma esposto...

Se mi ostino a sgrassare una parte del fornello che torna ad ingrassarsi giorno dopo giorno (ed io non cucino nulla, mi faccio solo il caffè), evidentemente cerco le ragioni della irreversibilità della freccia termodinamica in ogni singolo attimo di una realtà che futile non dovrebbe mai essere.
Ma chi voglio prendere in giro?

Vivo la visione della borsa di mia madre quotidianamente.
Ma se lei era uscita con quella borsa dalla porta di casa, come era possibile che io potessi tenerla tra le mie mani mente lei non c'era più?
Mio fratello mi sorprese mentre versavo lacrime amare sul quel cuoio di nero.
Espresse un motto di disappunto, chiuse la porta e mi lasciò solo.
Era un povero diavolo... in fondo la madre era la stessa per tutti e due.
Ed io volevo solo stare da solo con quel manufatto tra le braccia.

Se esiste una qualche divinità, lei dovrebbe, DEVE, sapere che io non sono cattivo, che anche se non ho mai desiderato mostrarmi disponibile o troppo gentile verso il prossimo è sempre stato per motivi che concernono semplicemente il pudore dei miei sentimenti.

Ammetto che, in questi anni, questo è il post più personale che io abbia mai scritto.
Ammetto anche che, tutto considerato, questo è REALMENTE uno dei momenti più di frontiera della mia vita.

Brando era un ottimo cane. Non so che fine abbia fatto.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

un altro post simile e verrai denunciato per istigazione al suicidio

Anonimo ha detto...

il commento delle 08:49 è del povero diavolo

Flaviosh ha detto...

Non era quello lo scopo!

Anonimo ha detto...

Se inizi a cucinarti del riso integrale il fornello non sarà più grasso... e i viaggi nel tempo saranno solo nel futuro

Anonimo ha detto...

Le pareti non potranno darti un abbraccio caloroso. Ma se accanto a te ci fosse un essere umano che volesse dartelo con il cuore, pensi che saresti pronto ad accettarlo? O meglio: vorresti che un essere umano ti restituisse quel calore che le pareti non ti daranno? Non sei il solo a pensare che Flavio sia speciale...ma dove ti ha portato questa consapevolezza? Ti importa davvero che una divinità sappia che tu non sei cattivo? non ti basta che lo sappia anche solo una persona per la quale tu sei speciale? Ok, sei "alla frontiera"...Siamo in 2, semmai mal comune possa darti mezzo gaudio. Buona notte, mio pensiero speciale.

Flaviosh ha detto...

Il commento giunge proditorio anche se letto in ritardo... naturalmente con tutte le limitazioni che l'anonimato comporta e serba per e con sé!!!

Anonimo ha detto...

Questo 2011 sta per finire, e così un'altra decade volge al termine... un'altro abbraccio ti avvolge, nell'illusione che tutto ricominci...