mercoledì 25 maggio 2011

Tutto tempo sprecato?

Mi guardo indietro e la mia mente produce imperiture immagini di eventi lontani nel tempo che riecheggiano in tutto il loro fulgido splendore con colori caldissimi.
Non cambio mai.
E permango nel mio stolido stupore verificando le reiterate posizioni dei miei amici. Quelli veri (vedi post precedente).
Il mio capodanno ideale?
Il cenone, mamma e papà, una poltrona all'ingresso, il cinevisor, una puntata di Star Trek (Guarigione da Forza Cosmica, la ricordo bene).
Digressioni di rara potenza evocativa.
No, non sono capace di trovar le parole per poter esprimere l'estrema esplosività della mia consapevolezza circa l'innestarsi della mia esistenza sul tessuto spazio tempo.
Le vite delle persone comuni non contano se non in aggregati utili alle statistiche.
Buona notte Fabio Di Zio.

sabato 21 maggio 2011

Restare basiti


Ho capito che la percezione che abbiamo di noi stessi non è mai "oggettivamente" percepita dagli altri.
Noi vediamo sempre il nostro naso, il nostro corpo dall'interno, gradiamo i nostri odori, persino le nostre "puzze"... e poi si scopre che per gli altri noi non siamo come pensiamo di apparire.
Sempre così?
No...
Incontriamo qualcuno che ci fa sentire come l'idealizzazione di ciò che vorremmo essere.
Maschio o femmina che sia, esso diventa per noi una personcina proprio simpatica.
Quanti conoscenti rientrano nella cerchia di coloro che davvero ci hanno capito al volo?

Ricordo l'estate del 2004. Il 22 giugno.
Mi trovavo alla stazione di Bologna, dovevo tornare a Pescara.
Visto che il mio treno non sarebbe partito prima di un'ora, decisi di farmi uno spuntino per chetare la fame che cominciava ad assalirmi.
Era rimasto un solo tavolo libero.
Una tavola calda da stazione ferroviaria.
Niente di esaltante.
Ma il sole di giugno rendeva tutto particolarmente caldo.
Mentre mangiavo un ragazzo sulla trentina mi chiese se poteva sedersi con me.
Non si trattava di simpatia al primo sguardo... come ho detto prima non c'era altro posto!
Cominciammo a parlare.
Empatia al primo colpo.
Mi raccontò della sua famiglia, di suo figlio.
Doveva tornare dalle parti di Verona.
Era come se lo conoscessi da un milione di anni.
Arrivò il momento di congedarci.
Per un attimo scese su di noi un silenzio pesante.
Capii al volo cosa stesse pensando:
"Lo sai che noi non ci incontreremo mai più?"
Rispose solo con un gesto del capo.
Ci stringemmo la mano.
Addio.

Non ricordo neanche il suo nome.
Solo che mi ero sentito a casa.
In fondo questo è l'effetto che dovrebbe prodursi stando vicino ad un amico.

giovedì 19 maggio 2011

Anche io ammiro le aurore strepitose su Eden...

Abitare sul secondo pianeta in orbita intorno ad Alpha Centauri A potrebbe darmi alla testa.
Il dì è sempre il dì. Sono le notti che non mi danno pace. Mi tormentano con il loro alternarsi di
cieli nerissimi e blu cobalto;
Il Sole è luminosissimo, attaccato alla zampetta della W di Cassiopea.
In fondo non è poi così lontano.
Sì, io sono uno di quei matti che trascorrerebbe ore a viaggiare nella galassia ed oltre con il mitico Celestia. Di cosa si tratta? Di un simulatore piuttosto sofisticato, completamente free, uno dei quei programmini che ti catturano sin dalla prima prova e non ti lasciano più.
Per gli amanti dell'esplorazione dello spazio vissuta romanticamente non posso che consigliare anche l'eccezionale Noctis.
Proverete brividi irripetibili.
...

mercoledì 18 maggio 2011

Confusione che scorre tra le dita

Citazioni dal Gattopardo: "bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla".
Ok, le partite del giovedì sono scivolate sempre più in là ed ora sembrano aver trovato una collocazione il lunedì sera.
E le facce cominciano a cambiare. Segni del tempo che passa.
Se pensate che io stia facendo una riflessione sulla senescenza che incombe siete in fallo.
Parlavo delle persone che via via danno forfait.
E delle nuove leve che irrompono nelle consuetudini che, mercé della loro ciclicità, costruiscono sempre il solito guscio protettivo a protezione di una mia masochistica passione proprio per esse (le consuetudini!)
Effetto "go to", meglio conosciuto come "effetto spaghetti".
Ho avuto anch'io il mio benvenuto nel reame dei pianeti giganti, freddi freddi, dalla voce dolce e melanconica.