sabato 29 marzo 2008

Quel che ci lasciamo indietro...

Giusto qualche minuto fa mi stavo domandando dove vanno a finire i sentimenti che proviamo.
Tutti hanno vissuto amicizie, amori, passioni che ora ormai esistono solo nei ricordi.
E' giusto che tutta venga ricoperto da un velo di cenere grigia?
Forse per questo amiamo le vecchie canzoni.
Per un attimo evocano sinestesie capaci di farci viaggiare nel tempo.

lunedì 24 marzo 2008

Un'altra festività della nostra vita.


Ed io sempre qui a parlare.
Strano come l'ultimo "superstite" della mia famiglia (senza contare me!!) sia stato collocato dalla freccia termodinamica in un luogo geografico non tanto lontano ma nemmeno troppo vicino.
Dopo la mangiata incredibile del pranzo - ospite della splendida famiglia di Ema - ho trascorso buona parte della giornata a cercare di digerire... si, non sono abituato a riempirmi lo stomaco all'estremo!
Ho cominciato a domandarmi cosa poteva stare facendo mio fratello.
Certo.
Viviamo nell'epoca delle telecomunicazioni totali.
Potevo prendere il cellulare e telefonare.
Eppure il mio modo contorto di vedere le cose me lo ha impedito.
E' come se chiamare potesse cambiare lo stato un po' "romantico" del nostro legame.
Pretendo di sapere come gli vadano le cose senza bisogno di sentirlo.
Non so cosa ne pensa lui.
Di una cosa sia sicuro: nel momento in cui comincerò a perseguitarlo via telefonino, significherà che l'ultimo senso di famiglia che mi è rimasto sarà morto.

sabato 22 marzo 2008

Punto di non ritorno

Credo che non si torni più indietro.
Rettifico.
Non si torna mai indietro.
Quando cerco rifugio nelle cose che sono pure, sicure, trovo sempre che il tempo le ha guastate, disseccate, coperte di grigia polvere.
Gli pseudo concerti dell'ultimo mese mi hanno dato una bella botta in testa.
Una volta senza Ema ed un'altra senza Peppe.
Il risultato sempre lo stesso: esibizione monca.
Comincia l'autunno della mia musica?
Se questo periodo lo è, non voglio proprio vedere come sarà l'inverno!

sabato 15 marzo 2008

Le chiamate al cellulare...

...quando trovi un po' troppe telefonate perse sul cellulare.
Strano come tutte le notizie brutte mi siano sempre giunte per telefono.
Non ho mai vissuto la situazione nella quale una persona ti dice: "devo dirti una cosa ma non so da dove cominciare".
Io ho saputo sempre tutto mercé del telefono.
Ragion per la quale ho sviluppato un'intuibile idiosincrasia per questo strumento nefasto.

martedì 11 marzo 2008

Ultimi giorni da pedone & considerazioni

Per l'ennesima volta ho utilizzato l'autobus per tornare a casa.
Mi chiedevo come mai, considerazioni cagionate dalle attese "geologiche" alla fermata, non avessi modo di vedere sguardi simpatici o persone interessanti tra i passeggeri del servizio pubblico.
Poi, dopo alcuni minuti di scoramento, ho avuto un'illuminazione: come dovevo apparire agli occhi degli altri?
Chiarissimo.
La permanenza sui piani sospesi tra gli assi degli autobus logora.
I viaggi su quei pachidermi gialli invecchiano.
Strani "aromi" ondeggiano leggiadri sino a pervadere le nostre narici.
L'aria compressa dei dispositivi di apertura delle porte soffia come quella atta a temprare le armi forgiate nelle fucine di Plutone.
E poi si giunge a destinazione.
Sensazione di trionfo.
La fatidica asse di legno dopo un naufragio...

sabato 1 marzo 2008

Perché vs perché


Perché?
Ricordo una puntata de "il Prigioniero" nella quale un super cervellone elettronico fondeva nel tentativo di dare una risposta all'interrogativo "Perché?".
Tralasciando un'analisi lucida del plot dell'episodio, trovo che sia un riferimento spietato alla nostra quotidianità: quante volte ci soffermiamo a porci questo quesito?
Questa mattina mi sono svegliato per l'ennesima volta con il cervello già intento in elucubrazioni.
Cosa vorrà mai dirmi?
Nel primo pomeriggio un mio amico, di quelli per i quali l'appellativo non implica un giudizio superficiale, mi ha telefonato per comunicarmi l'imminenza di un fausto evento: diventerà padre.
Ed eccoci al titolo del post:
"Perché ogni volta che un mio amico o conoscente, e sono sempre più numerosi, mi anticipa la propria paternità, io vengo sempre assalito dal ricordo della regina Elisabetta I e della sua reazione alla notizia della maternità di Maria Stuarda?"
Per la cronaca: la sua dichiarazione fu:

"Mia cugina è diventata madre ed io sono un ramo secco..."